donne inquiete

 

Antonia Trevisan Cancello
 

DONNE INQUIETE

  Percorsi urbani di arte e di cultura contemporanea a Trieste. Uno sguardo retrospettivo.

Cambiare dei disegni ancorati nel tessuto storico della società in maniera incisiva richiede tempo e molta pazienza. Ogni tentativo, riuscito oppure non, di raggiungere la parità di genere sembra un passo verso una meta che ancora oggi, talvolta, ha il sapore di un’utopia, un traguardo lontano. Secondo le Nazioni Unite, proprio in Italia gli stereotipi di genere sono causa culturale delle disuguaglianze tra donne e uomini in tutti gli ambiti della vita, sia pubblica sia privata: dalla violenza alla scarsa presenza di donne ai vertici aziendali, dal carico sproporzionato del lavoro di cura all’accesso alle cariche politiche. Non mancano gli impostori a spargere la voce che non sia così. Il numero crescente  delle donne costrette a tacere da una morte violenta, è la prova del contrario.

Così sette anni fa, alcune artiste, poetesse e studiose provenienti di svariate regioni italiane,e da paesi esteri, si sono unite nel cuore di un progetto collettivo a Trieste per costruire un ponte  operativo dell’arte che collega le loro città native con il mondo e viceversa.Non c’è luogo più idoneo del tessuto urbano multi-etnico per radicare un percorso espositivo dal titolo Donne Inquiete che ha già visto la sua nascita nel 2012 e numerose tappe realizzate a Marzo 2013.

Donne  inquiete si ispira ad un’installazione della scultrice pugliese Annamaria Di Terlizzi realizzata nel 2012, che, nel suo insieme, fa riferimento ad un gruppo di donne che si mettono in viaggio.Un viaggio verso un avvenire diverso,  un viaggio che concede di perdersi, di voltare le spalle al passato e di abbandonare le proprie sicurezze.Il recinto che le separa dal mondo è equivalente alle restrizioni sia imposte dall’esterno che interiori psicologiche le quali in tal caso impediscono l’evoluzione umana e professionale.

Donne di generazione, origine e formazione diverse, donne in  movimento, donne che arrivano, donne che partono e che nell’intervallo da uno spostamento all’altro ci lasciano un ricordo codificato in arte. La dimensione di questi ricordi  è quella di raccontare la loro identità geografica attraverso  le  forme, le  tecniche e i contenuti che caratterizzano la produzione artistica contemporanea.Il filo  conduttore non è la loro appartenenza ad un sistema dell’arte predominante, ma il tentativo di  connettere delle pratiche differenti, di costruire dei  linguaggi comunicanti, di  sperimentare nuovi orizzonti di  cambiamento culturale e politico,di trasformare attraverso atti creativi, fare riconoscere l’arte attraverso la tradizione per arrivare all’innovazione.

Il coinvolgimento, in misura diversa,di tutte le parti tra i gestori degli spazi,i committenti, gli enti pubblici e privati, i turisti e i cittadini, i commercianti e le artiste, implica un mettersi in discussione in un contesto specifico per riflettere su di esso, per ricordare il“dimenticato” che spesso corrisponde all’origine, alle radici della gente.Le artiste hanno saputo ascoltare i luoghi difficili di passaggio e anche le persone “passanti”, proponendo dei lavori molto diversi ma altrettanto accattivanti sul piano concettuale e formale.

E’ l’obiettivo delle artiste creare un rapporto vivace tra i siti espositivi e le opere che costituiscono interventi freschi e sorprendenti nello scenario della diversità. Ridisegnare dei luoghi storici e non, con degli spazi pubblici museali ed altri privati, spazi interni e all’aria aperta, all’insegna di una dialettica tra tradizione locale e avanguardia, senza rinunciare mai all’impronta individuale  della propria origine e della propria memoria, è questo il filo conduttore che  collega siti e opere, persone e storie in una densa rete urbana.

Tutto ciò al fine di sottolineare che l’intento della curatrice non consiste tanto nella strutturazione di una mostra in funzione dell’arte femminile, ma piuttosto di consentire una comprensione più profonda del dialogo sempre in atto tra cultura nazionale e internazionale. Il percorso già concepito da Beth Vermeer nel 2012 e realizzato da Design of  the Universe in modo autonomo e auto-finanziato, si avvale della collaborazione di una serie di enti, associazioni,società e operatori coinvolti sin dalla nascita del percorso e ora nella fase del suo progressivo  completamento attraverso  il loro supporto  intellettuale e pratico e la loro condivisione.

Nel corso della sua evoluzione Donne Inquiete ha ottenuto il patrocinio del Comune di Trieste e della Provincia diTrieste, oltre la collaborazione dei Musei  Civici Scientifici del Comune di Trieste, della Camera di Commercio, di Centostazioni del Gruppo Ferrovie Italiano, del Mini mu e di altri gruppi sostenitori dell’idea, tra cui la Consulta Femminile di Trieste, la Casa Internazionale delle Donne e l’Associazione Teatrale Le Muse Orfane. Oltre i Civici Musei  Scientifici e le Biblioteche Comunali,il progetto ha acquisito nuovi partner tra cui l’Università degli Studi di CS Donne Inquiete.post-evento Foto Chi sono io, il Museo di  Mineralogia, l’Azienda Sanitaria Triestina, l’Osservatorio Astronomico INAF, l’Istituto d’Arte Scuola del Vedere, l’Accademia di Musica Ars Nova, la Galleria Spaziotrart e l’Associazione Culturale S\paesati.( cartolina donne-inquiete) Video https://youtu.be/DUZ9jh4cUvI 

 

LA NUOVA EDIZIONE DONNE INQUIETE 2019

dal titolo “Chi sono io? Cronaca delle Invisibili” in programma per il mese di settembre 2019, si ricollega alla storia delle donne internate in manicomio per diversi motivi che non rappresentano l’equivalente di una salute mentale mancante e a trame contemporanee di sfruttamento di donne rese invisibili nel settore del lavoro. Il progetto ha visto il suo debutto  il 6 settembre al celebre Caffè Tommaseo per continuare  sabato 7 settembre al Parco San Giovanni di Trieste: un  luogo storico che racconta la trasformazione rivoluzionaria da ospedale psichiatrico, grazie a Franco Basaglia, in un quartiere polifunzionale che oggi accoglie musei, enti culturali, dipartimenti dell’Università degli studi di Trieste, associazioni, laboratori di vario  genere, ed è immerso in una natura che fa omaggio alla rosa, pianta ornamentale predominante, con un magnifico “Roseto” inaugurato nel 2009.

In questo ambiente così aperto alla diversità si è svolta  la giornata commemorativa di Donne Inquiete 2019 che ha messo al suo centro la mostra dell’artista napoletana Gloria Pastore, allestita nello Spazio Rosa. “Chi sono io?” è dedicato alla figura della giornalista statunitense Elizabeth Jane Cochran, nota con lo pseudonimo Nellie Bly (Cochran’s Mills, 5 maggio 1864 – 27 gennaio 1922) e rievoca la memoria di una donna coraggiosa, intelligente e antesignana, una delle prime giornaliste investigative. Grazie alla sua idea di un’inchiesta sotto copertura a Blackwell Island, manicomio femminile di New York, nasce un reportage che ha fatto la storia del giornalismo.

Elizabeth Cochran alias Nellie Bly

Ispirata alla personalità di Nellie Bly, l’artista napoletana Gloria Pastore, già reduce della mostra “Il cielo negato/Skies denied”, con un lavoro in omaggio a Margherita Hack, alla Fondazione Scienza e Tecnica di Firenze al fine di ricordare le astronome e le loro battaglie per ottenere il riconoscimento meritato, ha progettato una installazione site specific che “vibra di dolore sempre presente nei nostri cuori”. L’opera monumentale investe l’intero spazio espositivo e testimonia, come di consueto, l’esperienza dell’artista, la sua conoscenza della storia e le ricerche sempre aggiornate nell’applicazione delle tecniche miste e di materiali nuovi. Attualmente è in corso la sua donazione di un arazzo in grande scala, con la memoria delle donne in astronomia, all’INAF Osservatorio di Astrofisica di Arcetri che sarà presentato ufficialmente il giorno 11 febbraio 2020 per la Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza.


Gloria Pastore, disegno, tecnica mista su tela ovale, 2019.

                     Allestimento della mostra nello Spazio Rosa, Parco San Giovanni

In occasione della “Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne 2019” è in programma un incontro culturale nella Biblioteca Comunale di Santeramo in Colle, Puglia, con una mostra delle opere delle artiste Cinzia Fiaschi e Silvia Bibbo in merito a due protagoniste della letteratura mondiale, accompagnata da conferenze e proiezioni video.

La manifestazione di Donne Inquiete 2019, ancora con una mostra di quattro artiste di varie geografie, generazioni ed espressioni artistiche, continua dal 27 al 28 novembre con una serie di conferenze tra arte e scienza e un reading poetico negli spazi dell’Università della Terza Età di Trieste.Gli aggiornamenti sono scaricabili dal sito www.design-of-the-universe.com/projects oppure nello stesso sito sotto la voce “upoming events”. Per partecipazioni, contributi artistici, poetici, teatrali e proposte innovative e richieste scriveteci all’indirizzo email: donneinquiete@design-of-the-universe.com.

Pubbliche relazioni: Calliope Bureau – www.calliopebureau.eu

Email: calliope.bureau@yahoo.com

Preview Incontro Donne Inquiete 27 /29 novembre 2019 coming soon!

Preview Donne Inquiete 2019 – scarica il programma aggiornato degli eventi;  CS n.1 Donne Inquiete 2019; locandina.generale; il pdf generale Donne inquiete progetto 2019, e i singoli eventi: locandina programma 6.09locandina concerto 6.09; comunicato concerto 6.09;programma concerto 6.09; locandina mostra Gloria Pastore 7.09.; comunicato mostra Gloria Pastore 7.09; presentazione libro 6.09. Se cammini piano; locandina ore meriniane 7.09; comunicato Ore Meriniane 7.09; conferenze 8.09 locandina Tentativi di vivere; comunicato Tentativi di vivere. 8.09;  locandina vite sottratte; comunicato vite sottratte.9.09; Testo critico sulla mostra di Gloria Pastore – scarica il pdf Chi sono io. Cronaca delle Invisibili.  

Scarica il CS Donne Inquiete.post-evento con foto della mostra allestita Chi sono io.

©bethvermeer 2012/19

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Il personaggio del mese di agosto 2019

Quando si parla di donne determinate e coraggiose a Firenze, ce n’è una in particolare che eccelle per le sue qualità intellettuali e imprenditoriali nel senso ideale della parola. Si tratta di Suor Julia Bolton Holloway, reduce di un percorso di studi a Princeton, studiosa e “vestale” del Cimitero degli Inglesi in Piazza Donatello a Firenze e ivi residente, che si occupa da tanti anni del patrimonio architettonico e artistico del luogo, avendo non solo contribuito al restauro delle tombe del Cimitero con le sue idee, il suo senso pratico e con la sua tenacia, ma che ha anche creato una piccola biblioteca esemplare denominata Fioretta Mazzei, una biblioteca dedicata alla diversità umana, culturale e religiosa, dove Suor Julia realizza dei  micro-eventi, delle presentazioni, degli incontri sulle tematiche che riguardano i personaggi sepolti al Cimitero e ne sono davvero tanti illustri di vari campi della cultura e della scienza. Tra questi personaggi c’è anche la poetessa inglese Elizabeth Barrett Browning. Membro della Società Dante Alighieri, Suor Julia tramanda anche l’eredità di Dante e delle sue opere, organizzando letture dei testi originali con successiva discussione. Una delle sue battaglie attuali è indirizzata ai diritti umani e sociali dei rom in Italia. 

Notizie da Vienna

Alla fine di aprile 2019 il New York Times ha pubblicato un articolo benevole che riguarda un nuovo movimento femminile che si è formato in Austria. In tempi marcati dalla rassegnazione, dal flemma mentale e da un’indifferenza mostruosa nei confronti della vita e della società, ci sono ancora dei momenti sorprendenti nel senso buono della parola. A Vienna nasce un movimento femminile che si chiama OMAS GEGEN RECHTS – Nonne contro le politiche della destra e le loro conseguenze. Le signore marciano con determinazione alla ricerca di adesioni e di consensi in tutta Europa. Desideriamo averle come alleate.

Past event  Marzo 2019 

Art versus cancer and violence.

Dal 7 al 13 marzo 2019 si è tenuta  la mostra Art versus Cancer&Violence organizzata da Punto a Capo (www.puntoacapocomunicazione.it)  con opere di ventiquattro artiste e artisti di origini italiane alla Jefferson Philadelphia University + Thomas Jefferson University. In questa occasione il video d’arte ” (My) Women in Movement “di una delle artiste storiche di Donne Inquiete, Claire Jeanine Satin che vive e lavora a Dania Beach in Florida, è stato proiettato all’apertura della mostra. Alcune immagini del filmato: (My) WomenInMovementMaya Angelou;  Eleonor Roosevelt; Michelle Obama.

15 Gennaio 2019

Cento anni dal trucido assassinio di Rosa Luxemburg. Un testo di Beth Vermeer “E’ nel buio sorrido alla vita.“.

Past event Maggio 2018  

Rose inquiete a Firenze 

Dal 23 maggio 2018 fino alla fine di giugno al Museo Fiorentino di Preistoria “Paolo Graziosi” l’arte contemporanea ha convissuto con le collezioni italiane (dal Paleolitico all’Età del Bronzo) e alcune importanti evidenze della preistoria africana e asiatica. La mostra collettiva dal titolo “Rose inquiete” curata da Beth Vermeer, è il risultato di una lunga ricerca del gruppo di artiste Laura Fonsa, Elena Mantovani, Laura Peres, Irene Puglisi che si sono ispirate alla simbologia della rosa per raccontare, in maniera corale, la situazione femminile in una società in cui le donne non appartengono alla specie protetta. Le istallazioni site-specifc sono allestite nel grande Salone del Museo, formando un percorso di quattro “stanze” confinate dalla vetrine dei reperti che dialogano con l’arte sia per gli oggetti rappresentati, per le tecniche applicate che per i contenuti universali.

Dopo “Il cielo negato” che ha messo al centro della discussione le donne nella scienza e i loro contributi nell’astronomia, la stessa curatrice apre il dibattito sul ruolo delle donne nell’arte e in modo più ampio, nella società contemporanea. Partendo dal linguaggio universale della madre, delle dee della terra e delle dee del cielo che tiene conto del luogo espositivo, le artiste rivendicano la loro posizione nell’arte contemporanea con un’analisi critica del presente. Il linguaggio storico viene contaminato da codici interculturali, socio-politici, letterari e cosmologici che stimolano la riflessione e conducono all’attenzione verso problematiche sociali come la violenza, il razzismo, la discriminazione delle donne nel mondo. Quattro lavori individuali possono essere considerati un unico manifesto programmatico per la rivincita dell’ingegno artistico, della cultura umanistica, della civiltà in un epoca in cui qualsiasi azione per generare pace tra le persone, le comunità, i paesi è sottomesso alla crudele inflazione dei valori etici.